Curiosità storiche nella nostra biblioteca

Cenni storici sull’origine ed i progressi della Chiesa Cristiana Libera in Italia 
di DAMIANO BORGIA,
Tipografia Barbera, Firenze, 1880, pp. 119

Nella Biblioteca della nostra comunità ho scovato questo libretto, prezioso innanzi tutto per la sua antichità: pubblicato nel 1880, è infatti contemporaneo agli avvenimenti trattati, il che ci consente di attingere a notizie di prima mano, anche perché il suo autore ne fu un protagonista, pur tenendo conto del rischio che gli eventi storici siano interpretati in modo poco obiettivo. E’ una voce che parla dall’interno, svelandoci retroscena, aneddoti, motivazioni che hanno portato alla costituzione e allo sviluppo di un’importante frangia del movimento evangelico italiano. Il secondo motivo di interesse risiede nella ricostruzione storica, che ci permette di risalire alle nostre origini come evangelici italiani. Prima che i metodisti inglesi e americani portassero il risveglio religioso in Italia, qui convivevano già due tipologie di protestanti: i Valdesi in Piemonte e il movimento toscano, basato sulla lettura della Bibbia e l’evangelizzazione, il cui sviluppo dipese dalle persecuzioni, che costrinsero i suoi membri all’esilio, e quindi alla diffusione in altre città. La Chiesa Cristiana Libera propriamente detta nacque da una scissione: e questo è il terzo aspetto interessante, perché ci fa capire come le divisioni e gli scismi siano sempre esistiti e a volte siano creativi: senza la scissione di Desanctis e Mazzarella dalla Chiesa Valdese, infatti, non sarebbe nata la Chiesa Cristiana Libera. I due, volendo creare un movimento evangelico tutto italiano, abbandonarono i Valdesi per unirsi agli esuli dalla Toscana, dando vita alla Chiese Libere italiane; il tentativo di unire tutte le Chiese Libere portò poi alla creazione della Chiesa Cristiana Libera in Italia. Il consolidamento della Chiesa è narrato diffusamente, attraverso le prime Assemblee Generali, gli evangelisti, i colportori, la costruzione di chiese, la fondazione di scuole domenicali ed elementari, i dissidi e le difficoltà. Il testo termina con una panoramica sulla situazione attuale (nel 1880). Allora la Chiesa sembrava in piena crescita, ma noi sappiamo che un’altra scissione la frantumò: il movimento di Guicciardini, più religioso e radicale, plimuttista, ossia contrario a qualunque organizzazione ecclesiastica, formò il Movimento dei Fratelli, mentre quello di Gavazzi, più politico e tollerante, e più organizzato gerarchicamente, confluì nella Chiesa Metodista. Interessante il rapporto coi Valdesi, che mostra come all’inizio (ma solo all’inizio) il desiderio di evangelizzazione superasse qualunque differenza e rivendicazione d’identità: in realtà fu proprio l’eccessiva vicinanza coi Valdesi a provocare la pubblicazione dell’opuscolo anonimo (certo opera del Guicciardini), che causò la scissione di Desanctis e Mazzarella. La storia della nuova Chiesa si intreccia con quella patria, dalle guerre d’indipendenza alla liberazione di Roma, dalla peste del 1848 alle pretese papali, dandoci un quadro variegato e completo delle nostre origini.

 

Antonella Varcasia

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