Il servo affidabile e vigilante

Matteo 25,1-13; Apocalisse 21,1-7

Sermone: Luca 12,42-48

Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fedele e prudente che il padrone costituirà sui suoi domestici per dar loro a suo tempo la loro porzione di viveri? Beato quel servo che il padrone, al suo arrivo, troverà intento a far così. In verità vi dico che lo costituirà su tutti i suoi beni. Ma se quel servo dice in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”; e comincia a battere i servi e le serve, a mangiare, bere e ubriacarsi, il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se lo aspetta e nell’ora che non sa, e lo punirà severamente, e gli assegnerà la sorte degli infedeli. Quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non ha preparato né fatto nulla per compiere la sua volontà, riceverà molte percosse; ma colui che non l’ha conosciuta e ha fatto cose degne di castigo, ne riceverà poche.

 

A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà.Il testo che ci ha proposto il nostro libretto un giorno una parola ci stimola  a prepararci. Innanzitutto prepariamo noi stessi per agire continuamente con prudenza e vigilanza. La nostra mente si impegni a fare dei progetti così che sappiamo quali sono le prime cose da fare. Il vangelo di Luca non ci risparmia oggi il nostro dovere come credenti durante il nostro tempo d’attesa.

Magari abbiamo già fatto questo, è una lunga attesa ma che si rinnova anno dopo anno, giorno per giorno. Questa parabola è anche utile per noi ora affinché  non  perdiamo di vista la nostra speranza a causa della certezza della promessa che ormai abbiamo già ottenuta.

Perché?

Perché la scena è questa.
Nella parabola immaginiamo che c’è un servo fedele  che tutti giorni si impegna a fare il suo lavoro anche senza il suo padrone.
C’è anche quello che appena se ne è andato il suo padrone ha abbandonato le cose che faceva non credendo neanche che  sarebbe tornato .
Così hanno fatto solo quello che voleva e non gli importava proprio più del padrone. Si è  impossessato della sua proprietà.
Questi facendo così ha già ottenuto il suo guadagno come se fosse il padrone.

La morale della parabola  che dobbiamo tener in mente è che verrà il tempo del  ritorno suo(del Padrone )e così sarà per noi.

Il padrone conoscendo i suoi servi fedeli e prudenti  tornerà per loro per dare il loro guadagno, il loro premio per il  futuro.

Non li deluderà perché il motivo del suo ritorno è proprio a causa  loro, e fedele verso di loro, la sua promessa sarà mantenuta.

Siete convinti  di questo  futuro?!

C’è un buon futuro  per un servo che ha fatto la volontà del padrone della sua casa, colui che ha dimostrato di essere affidabile «Beato quel servo che il padrone, al suo arrivo, troverà intento a far così. In verità vi dico che lo costituirà su tutti i suoi beni», Gesù disse ai suoi discepoli.

«Ma se quel servo dice in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”; e comincia a battere i servi e le serve, a mangiare, bere e ubriacarsi, il padrone di quel servo verrà nel giorno che non se lo aspetta e nell’ora che non sa, e lo punirà severamente, e gli assegnerà la sorte degli infedeli». Gesù disse ancora ai suoi discepoli.

Il servo infedele, chi non ha badato le cose del padrone e inoltre non ha creduto che sarebbe tornato il suo padrone  anzi ha maltrattato anche gli altri come lui quindi sarà messo in punizione.

Care sorelle e fratelli,
dal momento che abbiamo saputo la volontà del Signore Dio che è padrone della nostra vita, ci siamo sentiti sempre chiamati a lavorare, a fare ciò che si deve fare e non  abbiamo voluto  mai  più sprecare il nostro tempo.
Dal momento  che abbiamo ascoltato la chiamata di Dio a  lavorare nel suo regno ci siamo sentiti  in obbligo, senza mormorare e senza lamentarci.
L’atteggiamento o il comportamento che altri hanno visto in noi è la piena volontà, adesione e sottomissione, così diciamo sia fatta la tua volontà.
Ringraziamo il Signore perché l’evangelista Luca ci invita anche oggi a rinnovare la nostra attesa.

Non importa quanto tempo ci vorrà ad aspettare il suo ritorno.

Ciò che conta ora è di aver saputo come investire le nostre energie, lavorando insieme perché regnasse in noi il suo  regno e venisse anche  data testimonianza del suo regno  così che si allargasse sempre di più.
Pensiamo alla parabola dei talenti, ognuno e ognuna ne riceve  cinque, due, e  uno.  A ciascuno secondo la propria capacità.
Tutti hanno ricevuto liberamente e nella loro libertà questi talenti saranno investiti.
In questo modo entriamo nel cuore della nostra chiamata di vivere questo tempo di preparazione.
È davvero una lunga attesa? Se i discepoli hanno già avuto prima questo insegnamento, che cosa vi/ci spinge ad aspettare ancora?

Il giudizio che ci aspettiamo da Dio, è quello che ci permette di essere vigilanti, di rimanere più sveglie perché il libro della rivelazione di Giovanni ci porta ad immaginare un’altra vita. Un nuovo mondo, una nuova casa ci attende.  È Dio, padrone  l’ha promesso.

Leggere questi testi, la buona notizia del ritorno del Signore Dio oggi, ricordare in questo tempo dell’ultimo anno liturgico del 2017 che le nostre lacrime verranno asciugate, che non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate ci consolano.

«Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Poi disse ancora a Giovanni: «Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veritiere»; «Ogni cosa è compiuta. Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua della vita.  Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio».

Se crediamo in lui, in queste parole delle Sacre Scritture viviamo nella luce del Signore che ci aiuta a vivere il tempo presente, a lottare e anche a sperare che lui  tornerà per manifestare la sua giustizia e saremo giudicati rettamente. Credo che questa parabola  rinnova in noi, oggi, la nostra consapevolezza di chi siamo e di ciò in cui crediamo.

Noi siamo paragonati e chiamati suoi servi, al servizio della sua casa.

Se veramente crediamo nella sua parola sappiamo che a noi è affidata la sua casa,  il mondo in cui viviamo e tutte le cose in essa. A noi credenti ci ha rivelato la sua volontà su come dovremmo fare finché non sarà ritornato.

A ciascuno/a di noi  ci ha dato la possibilità di investire il nostro tempo e talento dove siamo. Il nostro impegno quotidiano ora sarà posto a giudizio e se avremmo fatto veramente come dovevamo ci attende un premio, un guadagno per il futuro. Se pensiamo che oggi stiamo facendo il nostro dovere , non avremo timore per il nostro futuro. Il nostro giusto comportamento in attesa del  suo ritorno, progettando sempre il suo arrivo e facendo  quello che ci ha chiesto di fare è già una certezza per il nostro futuro. Vediamo qui che siamo chiamati sempre ad operare e questa è la risposta della nostra vocazione alla chiamata nella sua casa e nel suo regno sulla terra.

Ricordiamoci che la nostra chiamata è dovuta alla fiducia che ha per noi. Siamo stati riconosciuti fedeli per curare la sua proprietà.

Cara comunità, care sorelle e cari fratelli nel Signore,
oggi è l’ultima domenica del nostro calendario liturgico.
Quindi, la prossima sarà la prima domenica di Avvento. Abbiamo visto sulla circolare che il calendario dei culti per il mese di dicembre è pieno.  Come al solito, siamo molto indaffarati. I membri del consiglio di chiesa avranno il compito di fare il culto nella prima domenica di avvento.

Essi  prepareranno la liturgia e il sermone, l’8 dicembre avremo il bazar natalizio perché in questo modo ci permette di nuovo a raccogliere denaro per continuare la nostra testimonianza. Ciò che ricaveremo aiuterà a raggiungere  il fondo ministerio, per mantenere  i nostri pastori e le nostre  pastore. Grazie per la vostra sensibilità e generosità.

Poi il gruppo delle sorelle e dei fratelli filippini , per la seconda domenica di avvento,  prepareranno un programma per tutta la giornata con il culto, il pranzo,  e avremo anche ospiti che verranno dalla chiesa metodista di Pescara e ancora il gruppo della scuola domenicale in cui i bambini con Maria Letizia e altri prepareranno la loro recita. Infine , saremo tutti quanti pronti per la vigilia e il culto di natale.

Infatti, il testo che ci ha proposto il libretto un giorno una parola sottolinea a mio avviso ciò che precede il natale, cioè  attendere il tempo della nascita di Gesù, il compimento della manifestazione della promessa di Dio e nello stesso tempo per noi dopo quella nascita ci sarà l’attesa del ritorno.

E’ bello vivere l’attesa nello spirito di dover preparare, di imparare a vivere nel presente con la consapevolezza che aspettare è niente altro che andare avanti operando, impegnandosi su ciò che è stato a ciascuno e ciascuna affidato di fare in questo mondo. Per fortuna noi cristiani non penso che subiremo delle percosse perché stiamo imparando a non sprecare i beni materiali che abbiamo . Cerchiamo sempre di più di imparare a sfruttare meglio quello che abbiamo ma c’è un bene che non dobbiamo trascurare ed è  quello di cui daremo conto singolarmente.

Abbiamo letto nel versetto 48: « A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà.

Care e cari, giudicate voi queste parole che ci vengono donate per una buona causa.

Abbiamo ricevuto innumerevoli doni di cui Dio  terrà conto se li abbiamo a nostra volta riconosciuti come tali, ed essi si moltiplicano a causa nostra per il bene di un gruppo, di una comunità come la nostra e per i popoli del mondo.

Assistiamo che ci sono le nazioni  povere e altre  ricche e vedendo queste come a volte un segno di ingiustizia, questa considerazione  ci sproni a dare conto di ciò che personalmente abbiamo già avuto.

Che il Signore ci benedica. Amen.

past. Joylin Galapon

 

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