La giustizia di Dio

30 ottobre 2016

Romani 3, 21-28

I protestanti di tutto il mondo celebrano la Festa della Riforma. Fu infatti in quel giorno del 31 ottobre 1517 che il monaco agostiniano Martin Lutero affisse le sue 95 tesi contro le indulgenze sul portone della chiesa del castello di Wittenberg in Germania, atto che convenzionalmente viene considerato l’inizio della Riforma protestante.

Care sorelle e cari fratelli nel Signore,

noi, oggi, festeggiamo perché è avvenuta la Riforma nella chiesa di Dio.

Noi protestanti crediamo che ha avuto luogo la Riforma, soprattutto perché c’è stata l’unanimità nel  riconoscere l’unica ed esclusiva autorità della Bibbia.

La giustizia di Dio è stata scoperta attraverso la Bibbia: il peccato dell’uomo peccatore è stato rimesso dall’opera redentrice di Gesù, il Cristo di Dio.

Ora, perciò, in questo luogo,  il Dio giusto e liberatore ci ha convocati e  accolti tutti per ri-leggere e ri-ascoltare il brano che l’apostolo Paolo ha scritto alla comunità di Roma in cui ribadisce il pensiero  alla base della riforma nella nostra epoca: il peccatore credente è stato giustificato per mezzo dell’opera di  Gesù, il suo sangue versato per tutti i peccati del mondo(credere in ciò che lui ha fatto è il modo di accedere  alla propria salvezza, credere in lui è la porta di accesso al regno di Dio).

Questa è stata la volontà di Dio rivelata per mezzo dell’apostolo Paolo.

L’apostolo Paolo parlando con i romani credenti, dice ‘Ora’,   Dio fonda la sua volontà, Ora, l’epoca della legge si distacca dall’epoca messianica iniziata con la venuta di Gesù. Dio ha manifestato la sua giustizia nella persona di Gesù.

Il tempo del passato è scaduto. Durante questo tempo, nell’epoca della  legge, nessun uomo ha portato ad adempimento la Legge di Dio.

L’ora di Dio, il suo tempo è giunto nel nome e per amore di Gesù…

John Wesley dice:<<l’amore è il compimento della legge non in quanto ce ne libera, ma in quanto ci costringe a obbedirle; è il fine del comandamento in quanto ogni comandamento conduce all’amore e nell’amore è centrato>>. Tutti i comandamenti di Dio sono stati recuperati in Gesù, nel senso che dal suo avvento in poi, siamo sostenuti, nell’eseguirli, dalla legge dell’amore.

In questi giorni sto meditando sul testo per oggi, per festeggiare il giorno del 31 ottobre 1517 che è una data memorabile nella storia della chiesa. Ho sentito di voler ri-scrutare il pensiero di  Lutero e le sue re-azioni contro il modo di voler ottenere il perdono di Dio attraverso il denaro.

La predicazione dell’apostolo Paolo sulla salvezza mediante la fede in Gesù Cristo lo ha reso inquieto a tal punto da non poter più sottomettersi all’autorità clericale. Aveva compreso pienamente il messaggio di salvezza che Dio gli rivolgeva per mezzo dell’apostolo Paolo.

Nella vita dei protestanti,  la volontà di Lutero era di voler purificare la chiesa da tutto ciò che poteva rappresentare erroneamente il volto di Dio e si scontrava con l’immagine di un Dio che invece pratica una giustizia immeritata, gratuita e incondizionata. Questo è la giustizia di Dio per  l’uomo.

La volontà di Dio di salvare tutti solo per mezzo della fede di  Gesù  non è stata adempiuta nel senso che l’uomo peccatore  non accetta pienamente in se stesso che la sua salvezza sia indipendente dalla sua opera.

Noi certo non vogliamo confondere con questo pensiero, chi  dentro di sé cerca di adoperarsi per la propria salvezza e si  sforza di essere gradito a Dio, perché molte delle nostre opere  sono un segno anzi è il frutto dell’ amore. Ognuno di noi  oscilla tra la propria fede e le opere che compie.

L’apostolo Paolo in questo brano fa una premessa introduttiva con “ ‘Ora però’”

La parola ora(indica il tempo presente, oggi). In questo brano è molto importante perché il messaggio della giustizia di Dio venga recepito ora, ricevuto ora, afferrato ora,  e  fatto proprio ora dal lettore.

Allora Gesù dice a Zaccheo: <Oggi  la salvezza è entrata in questa casa>.

L’apostolo Paolo dice ai corinti: <Ecco ora il tempo favorevole, eccolo ora il giorno della salvezza>2 Corinzi 6,2.

Dal libro di Apocalisse leggiamo anche: <Temete Dio, perché è giunta l’ora del giudizio> Apo. 14,7

 

La prima cosa di cui dobbiamo tener conto adesso è l’ora di Dio. E’ vero che tutto cambia quando cogliamo ciò che ci dà in un momento come questo.

Il presente diventa il momento decisivo. È ora, è  indipendentemente dal passato e anche dal futuro. In questo senso oggi, questo momento è decisivo.

Oggi, è necessario, è fondamentale che festeggiamo la riforma della chiesa secondo il pensiero di Lutero, perché il messaggio di giustizia di Dio oggi è per noi  presenti. La predicazione sulla giustizia di Dio che si ascolta, ora  può  cambiare la nostra vita. È così per me ed è altrettanto per te.

Lutero dice che siamo mendicanti di grazia. Ciò avviene quando ci rendiamo conto che è necessario  rinnovare la nostra consapevolezza del dono ricevuto dal Dio donatore. Ma c’è di più oggi che ci viene dato da Dio.

La sua giustizia mediante la nostra fede nell’opera di Gesù Cristo, oggi, ci mette in condizione di gioire. Chi ascolta bene questa parola oggi, è felice.

Perciò è fondamentale  considerare il rapporto dei lettori con  questo brano, ora.

Ci sono diversi lettori di cui tenere conto come la folla che seguiva Gesù quando raccontava le  parabole. Egli approfittava di queste occasioni per la loro conversione  al Signore Dio e per insegnare soprattutto  ai suoi discepoli  come Dio pratica la sua giustizia nel suo  regno. Ad es. la parabola che abbiamo letto e ascoltato cioè  <<la parabola delle diverse ore, la paga pattuita>> .

La morale della parabola, è molto significativa. Ciò che è stato stabilito dal padrone rimane, non cambia. Gli operai assunti per molte ore giustamente sono stanchi e quindi il loro lamento è   umano e lo si può comprendere. Certo, ai loro occhi così  come ai nostri,  l’agire  del padrone sembra ingiusto. Secondo la logica umana chi è arrivato prima deve guadagnare  di più. Chi è arrivato  dopo e ha faticato poco deve ricevere di meno.

Qui, ora però noi  sappiamo  che stiamo parlando del Padrone di tutti,  del padrone donatore, del padrone  sovrano che è la fonte di tutto, e ha la possibilità di dare quello che vuole. Come dice il padrone: “Amico, non ti faccio alcun torto; non ti sei accordato con me per un denaro? 14 Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare a quest’ultimo quanto a te. 15 Non mi è lecito fare del mio ciò che voglio? O vedi tu di mal occhio che io sia buono?”

La massima manifestazione della giustizia di Dio è indipendente da ciò che  l’uomo fa. Dio ha voluto superare la legge dell’uomo.

È ingiusto? Questo è il pensiero insondabile di Dio nel fare giustizia a tutti, a chiunque di noi.

Noi siamo come una volta la folla, riascoltiamo questo brano (ogni anno) perché vogliamo festeggiare questo cambiamento nella nostra vita di credenti. Vogliamo festeggiare quest’occasione per ri-scoprire la parola di Dio che determina tutta l’esistenza dell’uomo peccatore: il dono del perdono, il dono della salvezza,  il dono della vita eterna, la nuova concezione di vita.

Dio ha donato tutto e noi lo riceviamo.

Il credente è un lettore, è come un discepolo di allora. Ma oggi  penso che quello che  l’apostolo Paolo voleva annunciarci riguarda  proprio come riceviamo questa parola di Dio, ora.

Come recepiamo questo messaggio di Dio in quest’istante? Che effetto fa  per te fratello o per te sorella mia questo messaggio?.

Tu puoi sentire di non essere degno di ricevere questa grazia ma allo stesso tempo ne sei degno  perché  ce lo dice ora l’apostolo Paolo. Quanti di noi, ogni volta che celebriamo la santa cena si sentono degni  di accogliere l’invito di Gesù di avere comunione con lui? Noi possiamo essere felici  di accostarci alla mensa perché  è la sua promessa di perdono che ha segnato un cambiamento della nostra vita.

Oppure, non ci accostiamo alla mensa perché non abbiamo fatto pace con il nostro fratello o con la nostra sorella di chiesa.  È vero che non è facile per noi credenti  ricevere questo messaggio di Paolo perché prevale nella nostra coscienza la consapevolezza di aver commesso molti peccati.  Però, Gesù è la nostra pace, lui che ci ha riconciliato con Dio e con il nostro prossimo.

Le parole scritte nelle Sacre Scritture sono tutte parole degli uomini come noi, per  raccontare il loro rapporto con Dio nel passato.

Eppure l’ora di Dio ci deve raggiungere oggi, per tutti noi che ascoltiamo questa parola sulla sua giustizia. Riceviamola!

La giustizia di Dio manifestata in Gesù, viene rinnovata qui ora, nella nostra coscienza, conoscenza e consapevolezza perché possiamo sentirci completamente rivestiti  e avvolti dal suo mantello di amore misericordioso.

Ora, il Signore è lo Spirito; e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà. E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine, di gloria in gloria, secondo l’azione del Signore, che è lo Spirito.

Il Signore Spirito venga su di noi perché vinca la nostra incredulità.

Noi veniamo da tutte le parti del mondo e questa parola di Paolo ci ha raggiunto perché è stata tradotta in tutte le lingue affinché la capissimo. Il Prof. Ricca quando ero in Facoltà mi chiese nel nostro colloquio in vista dell’esame di Storia della Chiesa sul pensiero della Riforma protestante <<Chi era Lutero? Perché la sua protesta era fondamentale nella vita della chiesa? >>

Lutero era uno studioso dell’Antico Testamento e del Nuovo Testamento e divenne prof. della Bibbia. Io capii dopo che le sue domande sulla persona di Lutero erano importanti perché riguardano le basi e le fondamenta della vita di chi si professa un credente in Dio cioè un cristiano.

È per questo  motivo che Lutero dopo aver studiato tutta la Bibbia nella sua lingua originale ha voluto che la si traducesse perché fosse capita. È molto chiaro il suo intento che nessuno fosse privato di questa grazia e della bontà di Dio. La Bibbia è una, e Dio è per tutto il mondo.

La parola globalizzazione ha un impatto enorme in noi. La globalizzazione è un concetto che si  può riferire anche all’universalità del peccato perché non è facile per noi non essere contaminati dagli altri proprio  perché la nostra condizione umana è una, siamo tutti uguali. Noi siamo un tutt’uno,   come una conchiglia che contiene la perla. Questo significa che viviamo portando questo tesoro. Che Dio trovi sempre in noi il suo spazio, quella nostra disponibilità a farlo  dimorare  in noi. Che Dio compia sempre la sua volontà in noi.

<<Siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente  preparate affinché le pratichiamo>>. Efesini 2,10

past. Joylin Galapon