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Torre Pellice: il Sinodo prende le distanze dal Decreto sicurezza di Salvini

 

 

 

 

Le chiese metodiste e valdesi invitano i sindaci a concedere la residenza a chi si trova in una situazione di protezione umanitaria

 

Il Sinodo delle chiese metodista e valdesi, riunito a Torre Pellice, prende le distanze dal Decreto sicurezza di Salvini e ha chiesto all’Assemblea della Diaconia di «modulare il proprio lavoro di accoglienza tenendo conto delle concrete situazioni sociali e politiche dei territori e sviluppare, nel medio periodo, interventi per l’inclusione, rivolti in modo trasversale agli “ultimi”, sia italiani che stranieri».

In buona sostanza il Sinodo è intervenuto sulle possibili situazioni relative alle iscrizioni anagrafiche e concessioni della residenza a persone italiane e straniere in situazioni di marginalità (titolari di protezione umanitaria e sussidiaria, richiedenti asilo e persone sottoposte a procedimenti penali e amministrativi per determinati reati per i quali si prefigurano limiti all’accesso ai diritti fondamentali quali il diritto alla salute e all’assistenza sociale e sanitaria, il diritto alla casa e al lavoro) e ha invitato le Chiese a «chiedere che nei Comuni dei propri territori i sindaci autorizzino il rilascio della residenza, come già avvenuto in alcuni Comuni o a seguito di talune ordinanze giudiziali».

Nel corso del dibattito è emersa la preoccupazione delle chiese per la perdita di diritti civili e sociali a cui, in seguito al Decreto sicurezza, le persone in situazione più marginale sono state esposte e nel corso del dibattito sinodale si è chiesto alle chiese di attivarsi nei territori di appartenenza per l’inclusione di tutti con azioni di sensibilizzazione e pressione nei confronti delle istituzioni locali per il rilascio delle residenze.

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