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I Salmi. Vol. I

ZENGER Erich, Paideia, Brescia, 2013,
pp. 203, Euro 18,80

L’esegesi dei Salmi condotta da Erich Zenger ha un taglio particolare, che la rende degna di nota, al di là della competenza storica, filologica e teologica di cui dà testimonianza. Il Salterio è interpretato all’interno del suo contesto veterotestamentario, ma con un risvolto attualizzante che ne motiva anche l’uso cristiano, tradendo l’impegno dell’autore nel dialogo Ebreo-Cristiano. Zenger, ad esempio, rifiuta il concetto che il Dio di vendetta sia tipico dell’Antico Testamento, esistendone testimonianze anche nel Nuovo, e intende le espressioni di odio di alcuni Salmi (ad es. Sl 137, 8) non come dogma, ma come forma di poesia, manifestazioni di paura, dimostrazione che Dio non è neutro di fronte al dolore. In questo primo di quattro volumetti previsti (due finora pubblicati) l’autore prende in considerazione alcune tipologie di Salmi, ad ognuna delle quali è dedicato un capitolo, con una breve introduzione sulla tipologia e l’analisi di due o tre Salmi per tipo. Per ogni Salmo l’autore effettua un commento generale ed un’esegesi specifica, con proposte di struttura e di datazione, analisi degli ambienti di utilizzo e delle modalità di composizione. Dopo aver spiegato l’inquadramento dei Salmi nella Bibbia, le diverse traduzioni, i titoli, il genere letterario, la metrica, il contesto vitale di produzione, l’autore analizza le diverse tipologie di Salmi: i primi due e gli ultimi due Salmi del Salterio, che fungono da cornice teologica e politica di tutto il libro; i Salmi di lamento e di ringraziamento, che erano recitati nella famiglia o nel clan o nel santuario locale; i Salmi della teologia di Sion, che hanno come riferimento il Tempio, e quelli della teologia del popolo di Dio, che riguardano il popolo. In particolare, il Sl 47 colpisce per la visione universalistica del popolo di Dio, probabilmente non abbastanza compresa dalla Chiesa quando canta questo Salmo nel giorno dell’Ascensione. Dei Salmi storici viene esaminato il Sl 114, in cui si propone un’attualizzazione dell’Esodo, mentre dai Salmi regali l’autore ricava il senso della responsabilità della politica sul benessere del popolo. All’opposto dei Salmi regali si trovano i Salmi che spostano l’attenzione sui poveri, in quanto alla base del Dio dei poveri c’è la mancanza di fiducia nel re. I Salmi di lode al Dio creatore, come il Sl 33, hanno il loro contesto nel culto ufficiale, in quanto, a differenza dei Salmi individuali di lamento e ringraziamento, essi cantano Jhwh come signore del cosmo, come Dio di un popolo. Di grande importanza teologica è il Sl 8, che mette a raffronto la maestà di Dio e la piccolezza dell’uomo, considerato sovrano degli animali, col compito di difendere la natura, come fa un buon re. L’ultimo capitolo è dedicato alla mistica di Dio, cioè al rapporto stretto, di relazione intima, che si instaura tra Dio e l’uomo: l’autore prende in esame, fra gli altri, il Sl. 23, reinterpretato non come canto di ringraziamento per il pasto rituale, ma come Salmo di fiducia che usa la metafora del pastore per indicare il buon re. In conclusione, un lavoro esegetico accurato ed approfondito, che esamina i Salmi sotto il profilo letterario, filologico, storico e teologico, che li inquadra nel loro contesto storico-geografico, spiegandone alcuni passaggi con richiami intertestamentari e legando alcune immagini alle tradizioni giudaiche o vicino-orientali, sulle quali ci fornisce interessanti informazioni: ad esempio, la differenza tra i gruppi dei Coraiti e degli Asafiti; l’uso dell’olio nel mondo antico; il motivo del giubilo, usato per l’incoronazione del re, per il raccolto, per la salvezza escatologica; il concetto del sogno profetico. Ma il merito maggiore di questo testo è il tentativo di accordare l’uso cristiano dei Salmi con la loro originaria destinazione giudaica, conservandone quindi il significato primario, che non viene svalutato, ma anzi rafforzato, ma da cui viene tratto anche un senso per la nostra spiritualità moderna e cristiana.

 

Antonella Varcasia