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Opportunità ecumenica

Da Riforma

Opportunità ecumenica: Quaresima e settimana di rinuncia

di Fabio Perroni e Luciano Lattanzi

Opportunità, conoscenza, fraternità, preghiera, scoperta, gioia.

Queste alcune parole chiave che hanno ritmato l’incontro ecumenico svolto, lo scorso 20 marzo, nella chiesa metodista di Roma insieme ai fratelli e alle sorelle della parrocchia cattolica di santa Maria degli angeli e dei martiri di piazza della Repubblica.

Un incontro che segue quello di novembre ospitato presso la parrocchia e alla preghiera comune durante la Settimana per l’unità dei cristiani.

A novembre, dopo una introduzione storica sulla chiesa metodista, si era riflettuto insieme sul Battesimo e sul rinnovamento del patto. Tema di questo secondo incontro, che ha visto una presenza di circa cinquanta di persone, era la Quaresima e la Settimana di Rinuncia. Don Franco Cutrone, parroco di santa Maria, e la pastora Mirella Manocchio, presidente Opcemi, hanno rispettivamente parlato di questo fondamentale periodo dell’anno liturgico sottolineando i valori e il senso profondo incarnandolo nella Scrittura e nella prassi quotidiana delle rispettive tradizioni cristiane. Al termine la pastora Joylin Galapon, oltre all’accoglienza iniziale come “padrona di casa”, ha illustrato come il periodo quaresimale e la settimana di Rinuncia sono vissute nelle Filippine, paese da cui provengono molti fratelli e sorelle della nostra chiesa.

Una riflessione comune a tutti e tre gli interventi, è stata il rischio di assuefazione e svuotamento di valori all’interno di questi momenti forti della nostra fede.
Vivere per routine senza un significato forte che porti una conversione e un’attenzione diversa, nuova, verso Dio e verso il prossimo. Don Franco ha posto l’attenzione delle due comunità sul senso quaresimale come momento di revisione di vita e di riflessione sulle motivazioni della fede stessa. Una conversione come risposta forte al patto di alleanza proposto di Dio. Un lasciarsi prendere per mano da Dio attraverso la sua Parola. La pastora Manocchio ha illustrato le basi teologiche ed etiche riconducibili al fondatore del metodismo, John Wesley , per spiegare le motivazioni profonde che portarono all’istituzione della settimana di rinuncia, dopo un’ampia riflessione sulla resa pratica della fede attraverso le opere di pietà (works of piety) e le opere di carità (works of mercy). Opere di carità che sono espressione stessa della fede come scriveva in uno dei suoi innumerevoli sermoni che “la fede senza le opere dell’amore è la grande peste della cristianità”.

Significativa, al termine della serata prima del momento conviviale, la testimonianza della pastora Galapon che ha descritto come, anche nelle difficoltà economiche vissute nelle Filippine, il valore profondo della Settimana di rinuncia vissuto come un concreto gesto di aiuto a chi vive situazioni al limite è parte fondante della vita di fede: una settimana dedicata alla preghiera, ai culti propri della settimana santa e al digiuno. Ricordando il senso teologico e spirituale della “rinuncia”.

In un momento dove le differenze creano muri, le nostre comunità con l’incontro, lo scambio, la conoscenza e la preghiera comune tentano di creare un percorso di amicizia e fraternità, che distrugge i muri dell’indifferenza e della paura dell’altro e nell’altro.

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World Methodist Peace Award Recipients Announced

Da http://worldmethodistcouncil.org/
Two organizations have been chosen to receive the World Methodist Peace Award for 2017. The recipients were chosen at this year’s World Methodist Council Steering Committee meeting held in Rome, Italy. The committee verbalized its desire to present the award to both a Methodist and Non-Methodist recipient, especially during a time when the world needs to hear and see peace-making in action. Both organizations have boldly worked for peace in their respective areas of the world, but have also been instrumental in inspiring others to work for peace globally.
Methodist Churches in Italy (OPCEMI), was chosen for their work with and commitment to migrants and refugees dating back to 1989. This small church (part of the Union of Methodists and Waldensians in Italy) has exhibited great courage when faced with the large crisis of refugees and migrants flooding Europe. When others said the problems were insurmountable, the OPCEMI’s attitude has been that “we could do no other – we could not sit by and let this happen.” A safe and welcoming space called “House of Culture” was created at Scicli in Sicily, which has welcomed refugees and migrants from Syria, Iraq, the Middle East as well as North, Central and West Africa. The church’s work has spanned decades and has welcomed migrants of Protestant, Catholic, and Muslim faiths. Their involvement with Mediterranean Hope has been consistent and has continued despite the increasing wave of arrivals in Italy. The OPCEMI continues its efforts also by financing the humanitarian corridors through the “8 x 1000” office of the Union of the Waldensian and Methodist Churches in Italy.
More information about Methodist Churches in Italy and their projects may be found at www.Metodisti.it and www.mediterraneanhope.com.

Rev. Kristen Brown delivers the message on behalf of the World Methodist Council to Daoud Nassar that his family has been chosen to receive the 2017 World Methodist Peace Award. Photo courtesy Rev. Kristen Brown.
The Nassar Family was chosen for their work with the Tent of Nations which they host on their 100 acre farm located southwest of Bethlehem in a highly disputed area of Palestine controlled by the Israeli Government. The family remains on their land and share their story of peace with guests from around the world. The family is not permitted to develop their farm for agricultural purposes, not having access to power, water, or sewer infrastructure, nor obtain permits for any new buildings. The family has instead come up with creative and sustainable alternatives. Each summer, children from local villages (Christian and Muslim) participate in a summer camp aimed at giving the children freedom and distraction from the surrounding politics, empowering the children with self-confidence so that they can be a part of a better future for Palestine. The family also established the Bent Al-Reef Women’s Centre to empower women with classes in English, computer, art, etc., and encourage them to play a role in shaping society. Each year hundreds of volunteers travel to Palestine and live with the Nassar family and actively engage with working the land, participating and leading programs.
On receiving the news of the award, Daoud Nassar stated, “It was a special moment for all of us to hear that the 2017 Peace Award is going to our family. We are honored to receive this Award. We will continue our struggle for justice with faith, love and hope knowing that we are not left alone. We will also continue to cultivate the land and plant more seeds for a better and peaceful future. Together, we can make a difference.”
More information can be found at www.tentofnations.org.
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