La conferenza del III distretto su razzismo

Atto 11. La Conferenza del III Distretto delle chiese metodiste e valdesi, riunite a Casa Cares (Reggello) il 15-17 giugno 2018

– Dichiara la propria sofferenza e preoccupazione per il clima di chiusura, razzismo e discriminazione che cresce nel nostro paese e per la costruzione della paura nei confronti dell’”altro/a” (siano essi migranti, stranieri, detenuti, appartenenti alla comunità LGBT, Rom, Sinti e Camminanti e chiunque venga stigmatizzato sulla base del colore della pelle, dell’orientamento sessuale, del ceto sociale, della salute psicofisica);
– Esprime la propria solidarietà verso tutti e tutte coloro che ne sono vittime, in particolare nei confronti dei migranti e delle vittime di tratta, che vengano criminalizzati e rifiutati dal Governo Italiano;
– Denuncia la chiusura dei porti e i respingimenti in mare come contrari al diritto umanitarioe allo spirito di accoglienza che proviene dall’Evangelo;
– Sostiene il lavoro di quanti e quante operano in favore di un’accoglienza solidale, dignitosa e inclusiva anche all’interno delle nostre chiese e della nostra diaconia;
– Invita le chiese del Distretto ad aprire i propri spazi e le proprie strutture, in collaborazione con la Diaconia Valdese, costruendo progetti di accoglienza secondo la vocazione ad essere comunità profetiche;
– Invita le chiese a vigilare sulla difesa dei diritti umani, in particolare delle fasce più fragili della società

Deut. 16:19-20: Non farai violenza al diritto […] La giustizia e solo la giustizia seguirai […].

Campo estivo per bambini e bambine organizzato dal nostro Circuito

Come già gli anni scorsi, abbiamo pensato ad un campo che faccia stare insieme fraternamente i bambini, godendo della gioia della condivisione e affrontando temi che riguardano la loro quotidianità.

Il campo inizia mercoledì 13 giugno alle ore 16.00 ad Ecumene (Velletri); ci salutiamo con una merenda (ogni bambino porti per sé una piccola cosa da mangiare e da bere).

Il campo finisce domenica 17 giugno dopo il pranzo, verso le 14.30.
Coloro che vogliono pranzare ad Ecumene devono prenotare telefonando a Maria Boccitto al 338.1766996 o scrivendo all’indirizzomaribo.mb@libero.it.
Il costo del pranzo è di €10 a testa.
La mattina di domenica 17 giugno alle 11 ci sarà il culto che conclude e riassume il lavoro fatto dai campisti a cui siete tutti invitati. Si pregano i genitori di mandare ai propri figli
– lenzuola e federa per letto singolo e asciugamani
– cambio per 4 giorni che non sia nuovo, i bambini giocano e si sporcano facilmente.

Il costo è di €100 (25€ al giorno) e comprende tutti i pasti incluso il pranzo di domenica 17

C’è una riduzione per secondi fratelli/sorelle da richiedere sempre a Maria Boccitto. Il circuito è disponibile a dare aiuti economici a bambini delle comunità del circuito.
I genitori interessati possono chiedere al presidente del consiglio, inviando una mail alla cassiera del circuito
Maria Boccitto 

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Opportunità ecumenica

Da Riforma

Opportunità ecumenica: Quaresima e settimana di rinuncia

di Fabio Perroni e Luciano Lattanzi

Opportunità, conoscenza, fraternità, preghiera, scoperta, gioia.

Queste alcune parole chiave che hanno ritmato l’incontro ecumenico svolto, lo scorso 20 marzo, nella chiesa metodista di Roma insieme ai fratelli e alle sorelle della parrocchia cattolica di santa Maria degli angeli e dei martiri di piazza della Repubblica.

Un incontro che segue quello di novembre ospitato presso la parrocchia e alla preghiera comune durante la Settimana per l’unità dei cristiani.

A novembre, dopo una introduzione storica sulla chiesa metodista, si era riflettuto insieme sul Battesimo e sul rinnovamento del patto. Tema di questo secondo incontro, che ha visto una presenza di circa cinquanta di persone, era la Quaresima e la Settimana di Rinuncia. Don Franco Cutrone, parroco di santa Maria, e la pastora Mirella Manocchio, presidente Opcemi, hanno rispettivamente parlato di questo fondamentale periodo dell’anno liturgico sottolineando i valori e il senso profondo incarnandolo nella Scrittura e nella prassi quotidiana delle rispettive tradizioni cristiane. Al termine la pastora Joylin Galapon, oltre all’accoglienza iniziale come “padrona di casa”, ha illustrato come il periodo quaresimale e la settimana di Rinuncia sono vissute nelle Filippine, paese da cui provengono molti fratelli e sorelle della nostra chiesa.

Una riflessione comune a tutti e tre gli interventi, è stata il rischio di assuefazione e svuotamento di valori all’interno di questi momenti forti della nostra fede.
Vivere per routine senza un significato forte che porti una conversione e un’attenzione diversa, nuova, verso Dio e verso il prossimo. Don Franco ha posto l’attenzione delle due comunità sul senso quaresimale come momento di revisione di vita e di riflessione sulle motivazioni della fede stessa. Una conversione come risposta forte al patto di alleanza proposto di Dio. Un lasciarsi prendere per mano da Dio attraverso la sua Parola. La pastora Manocchio ha illustrato le basi teologiche ed etiche riconducibili al fondatore del metodismo, John Wesley , per spiegare le motivazioni profonde che portarono all’istituzione della settimana di rinuncia, dopo un’ampia riflessione sulla resa pratica della fede attraverso le opere di pietà (works of piety) e le opere di carità (works of mercy). Opere di carità che sono espressione stessa della fede come scriveva in uno dei suoi innumerevoli sermoni che “la fede senza le opere dell’amore è la grande peste della cristianità”.

Significativa, al termine della serata prima del momento conviviale, la testimonianza della pastora Galapon che ha descritto come, anche nelle difficoltà economiche vissute nelle Filippine, il valore profondo della Settimana di rinuncia vissuto come un concreto gesto di aiuto a chi vive situazioni al limite è parte fondante della vita di fede: una settimana dedicata alla preghiera, ai culti propri della settimana santa e al digiuno. Ricordando il senso teologico e spirituale della “rinuncia”.

In un momento dove le differenze creano muri, le nostre comunità con l’incontro, lo scambio, la conoscenza e la preghiera comune tentano di creare un percorso di amicizia e fraternità, che distrugge i muri dell’indifferenza e della paura dell’altro e nell’altro.

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Ecumene Campo politico

Campo Politico

“Caos Globale”

La democrazie e l’Europa dopo la prima crisi della globalizzazione.

29 – 31 Dicembre 2017

Programma completo

L’ultimo decennio è stato segnato da più di una crisi: quella economica, che ha messo in questione le antiche sicurezze di vita legate al lavoro retribuito, allo Stato sociale e alla pensione; quella politica col crollo definitivo della forma partito della Prima Repubblica, e l’avanzamento, non solo in Italia, della forma “movimento”, in casa nostra col fenomeno Cinque Stelle. Allargando lo sguardo, il sogno politico dell’Unione Europea, dopo l’allargamento a est, agonizza sotto i colpi di separatismi e neo-nazionalismi e particolarismi: Brexit, la Catalogna e i referdum nostrani. Seppure fenomeni tra loro diversi, sono tutti sintomi dello sbandamento politico d’oggi giorno, che fa vivere in particolare i giovani in un limbo permanente fatto di precarietà assoluta, esistenziale e sociale, e assenza di luoghi collettivi di elaborazione sociale e politica. Un vero e proprio caos, dal respiro globale, ovvero interdipendente dallo scacchiere mondiale che è oggi consultabile online da ogni device di ultima generazione.

Come fare a mettere ordine in questo caos? Che cosa accade a questa Europa circondata dalla Russia di Putin, l’asse atlantico a guida trumpiana, dal Mediterraneo che è oramai un focolaio di guerre, disordini, Stati falliti e morte? La nostra penisola deve tornare a giocare un ruolo politico di sintesi e di costruzione di un’area di pace e cooperazione, mediando tra la Germania e la Francia che ancora faticano a trovare una comune intesa per la guida del continente.

Tutto questo verrà affrontato e discusso insieme. Perché non possiamo capire niente del nostro presente, a partire dall’assenza di lavoro e futuro per i giovani, agli sbarchi a Lampedusa, senza comprendere che cosa sia questa “prima crisi della globalizzazione”.

Interverrà il prof. Biagio de Giovanni e svolgeremo il lavoro attraverso dibattiti e gruppi di studio.

Vi aspettiamo a Ecumene!

Rimborso spese per il solo Campo politico: € 65,00

Rimborso spese per l’intero soggiorno dal 29 dicembre al 01 gennaio (comprensivo di cenone): € 145,00.


Si ricorda che per partecipare ai campi è necessario prenotare, contattando la direzione via email o per telefono. È inoltre gradita ed incoraggiata la comunicazione in anticipo degli orari di arrivo e partenza, specialmente per arriva e parte dalla stazione di Velletri. Grazie della collaborazione.

CONTATTI

Centro Ecumene

Direttore: Elvira Migliaccio 
Via del Cigliolo 141, 00049 Velletri (Roma)
tel. 06 9633310
fax 06 9633947
cell. 333 4104171

Email: 
ecumene.velletri@gmail.com

Questo è l’indirizzo email della direzione, dove inviare le richieste di prenotazione e altre eventuali comunicazioni alla direzione del Centro Ecumene.

Sito Web: 
http://www.centroecumene.it/

Qui si possono trovare tutte le informazioni aggiornate sulle attività in programma ad Ecumene, oltre a vario materiale dei campi passati.

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Credere nella persecuzione

Pubblichiamo la testimonianza di una nostra sorella, che condivide l’esperienza di fede che si vive in Cina.

Cari fratelli e sorelle,
sia pace a voi nel Signore, rendiamo grazie per la grande benedizione del signore. Siamo molto felici di partecipare al culto di Natale e di incontrare fratelli e sorelle qui. Questa è una sera indimenticabile per noi. Poiché al governo in Cina c’è un partito ateo, i governanti perseguitano e arrestano i Cristiani. Noi non abbiamo mai adorato il Signore come stiamo facendo ora. Per i Cristiani in Cina è impossibile adorare il Signore tutti insieme. I partecipanti ai culti sono pochi, dai 3 ai 5. Ogni volta che andiamo ad un culto familiare, dobbiamo fare attenzione che nessuno ci segua. Per non essere riconosciuti, cambiamo i vestiti. A causa della persecuzione del governo, molti cristiani non possono vivere con le loro famiglie e devono fuggire. Proprio come nella mia famiglia: siccome mia madre era una predicatrice, la polizia spesso veniva a casa mia e minacciava di portarla in prigione. In seguito, mia madre fu costretta a lasciare la nostra casa. Una famiglia felice è stata divisa per colpa loro. Questo mi ha causato molto dolore e una ferita nello spirito. Prego il Signore di darmi la fede e la forza. Siccome ci minacciavano continuamente, non potevo restare a casa e non ho avuto altra scelta che partire anch’io.

Anche se ora vivo libera qui ora, molti Cristiani in Cina subiscono ancora la persecuzione. Ora è più difficile per loro fuggire dal Paese perché il governo ha saputo che molti di loro sono già scappati all’estero e hanno chiesto l’asilo, per cui sta intraprendendo sempre più azioni per perseguitare i Cristiani. Io sono stata molto triste nell’apprendere questa informazione e spesso prego per loro. Molte persone ne sono sorprese, ma è un fatto che i Cristiani in Cina sono perseguitati. Il governo impedisce un’informazione corretta e questo fa sì che gli altri Paesi non conoscano la reale situazione dei Cristiani.

Noi siamo venuti in questa chiesa sotto la guida del Signore. I fratelli e sorelle sono molto amichevoli con noi anche se non riusciamo a comunicare bene con loro. Soprattutto Emanuele, Joylin, Francesca e Giulia ci aiutano molto, organizzano gli incontri in Cinese per noi, sentiamo l’amore del Signore tramite loro. Qualche giorno fa, Emanuele ci ha detto di aver assistito ad una conferenza stampa sulla persecuzione religiosa in Cina e ci ha portato delle notizie su questo: tre parlamentari e un ricercatore sul tema della religione, dopo aver svolto un’indagine accurata, hanno chiarito che  i Cristiani nel Paese vengono duramente perseguitati. Noi eravamo molto commosse nell’apprendere queste notizie. L’amore di Dio sta spingendo un numero crescente di persone ad interessarsi ai credenti perseguitati in Cina.

Sono molto grata ai pastori Emanuele e Joylin per il loro aiuto e cura e per tutta la gentilezza dei fratelli e delle sorelle italiani Possa il signore benedire ogni singolo fratello e sorella !
Gloria al Signore! Amen

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Le chiese si aprono … anche in cinese

di Giulia Abbati
Nel pomeriggio di domenica 29 ottobre si è tenuto presso le sale comunitarie della Chiesa valdese di via IV Novembre un culto in lingua cinese, il primo di una serie di incontri che dovrebbero ripetersi l’ultima domenica di ogni mese, a turno in via IV Novembre e in via XX settembre. Erano presenti i pastori Joylin Galapon ed Emanuele Fiume, la sinologa e interprete Francesca Agrò e altri 25 partecipan circa, per lo più persone di nazionalità cinese che si sono spostate in Italia per vivere liberamente la fede evangelica e che si sono avvicinate in questi mesi alle nostre comunità.

Questo esperimento vuole rispondere all’urgenza di catechesi, approfondimento biblico e relazione manifestata con entusiasmo da questi fratelli, un bisogno che li porta a partecipare volenterosamente ogni domenica a culti tenuti in una lingua che spesso comprendono ancora in minima parte.

Se il tema biblico della consolazione ritrova tutta la sua centralità di fronte a persone costrette alla lontananza dalla propria casa e dai propri cari, il sermone del pastore Fiume sulle prime parole del profeta Isaia in esilio (Isaia 40,1-8) si è concentrato su tre espressioni della potente ed efficace cace consolazione di Dio per i credenti.

La prima è il suo perdono. Ma in che modo – si è interrogato il gruppo – questo perdono ci raggiunge? Se il tempo dell’ira di Dio è finito, se è finito anche qui per noi, allora perché Dio ha permesso il nostro dolore? L’esegesi ha sottolineato come a questa domanda Gesù risponda con le beatitudini: non quindi con una spiegazione, ma con una promessa.

La seconda è la gloria di Dio, che sopravvive a qualunque gloria umana e la vince – considerazione questa che assumeva una portata tanto più concreta pronunciata nella suggestiva cornice delle nostre sale comunitarie, con vista sulle rovine di quello che fu il più grande impero dell’Occidente, e di fronte a persone provenienti dalla più promettente superpotenza mondiale.

Il terzo aspetto è la Parola di Dio, che dona una speranza certa nella vittoria del Signore per noi e una prospetti va totalmente altra da cui osservare la nostra vita. Con Isaia, anche noi sappiamo che “ogni carne è come l’erba” – la carne di chi ci fa del male e anche la nostra carne – ma che noi siamo coinvolti in un collegamento forte con la parola eterna di Dio.

È seguito un momento di preghiera guidato dalla pastora Joylin Galapon, che ha rivolto un ringraziamento al Signore per la sua parola e per il senso che essa riesce ad assumere ogni giorno nelle nostre vite, portando tutte le volte un’autentica consolazione, un insegnamento su come vivere l’accoglienza reciproca, un richiamo al fatto che non siamo mai soli, perché in Cristo l’altro fa parte di noi: “noi siamo il prossimo quando ci incontriamo”.

Il culto, cui ho avuto il privilegio di assistere, è stato segnato da un’atmosfera concentrata e commossa. Di questo, gran parte del merito va a Francesca Agrò, che – per citare e lasciare per iscritto la frase con cui è stata presentata in apertura del culto e che lei nella sua modestia si è rifiutata di tradurre – “ha permesso che questo nostro incontro fosse una Pentecoste e non una Babele”. Le facciamo un ringraziamento grandissimo.

 

你们的神说:“你们要安慰,安慰我的百姓! Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. (Isaia 40,1)