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Le immagini di Dio rispecchiate nella nostra esistenza

Seminario

 

Obiettivi e destinatari del seminario

La nostra concezione di Dio ha un grande impatto sulla nostra vita personale, emotiva e sulle nostre relazioni. Ciò che è importante per noi nella fede è ciò che desideriamo trasmettere a coloro per i quali ci impegniamo nella chiesa.

Questo seminario si rivolge a predicatori locali, studenti, catechisti, monitrici e a tutti coloro i quali vogliono confrontarsi con le proprie immagini di Dio dal punto di vista biblico, esegetico e umanistico-esistenziale. Saranno utilizzati strumenti e concetti dell’Analisi Transazionale e dell’Analisi Transazionale Socio Cognitiva.

Il seminario intende  aiutare i partecipanti a sviluppare una maggiore consapevolezza della propria concezione di Dio ed un maggiore senso di responsabilità nell’annuncio dell’evangelo.

 

Programma degli incontri

  • Primo incontro: L’immaginario di un Dio normativo * affettivo (29 settembre 2018)
  • Secondo incontro: L’immaginario di un Dio libero * protettivo (27 ottobre 2018)
  • Terzo incontro: L’immaginario di un Dio ingiusto e crudele (10 novembre 2018)
  • Quarto incontro: L’immaginario di un Dio tutto da scoprire (24 novembre 2018)

 

Collaboratori

Il team di counsellor di base: Claudia Iacorossi, Paola Falcone, Hiltrud Stahlberger-Vogel. Ospite: pastore Marco Fornerone.

 

Sede e orari

Il corso si svolgerà presso la sala della chiesa di Piazza Cavour a Roma, dalle 10 alle 16. Il pranzo insieme sarà con la formula ‘porta e condividi’.

No alla cancellazione della legge Mancino

dal sito chiesavaledese.org

“Sbagliato, inopportuno e intempestivo”, così il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini, ha commentato il proposito del ministro Fontana, subito assecondato dal vicepremier Salvini, di cancellare la legge “Mancino”  approvata nel 1993 per contrastare gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

“In un tempo in cui negli stadi, per le strade e anche in altri spazi pubblici si moltiplicano attacchi verbali e violenze contro immigrati, richiedenti asilo, uomini e donne di colore, non capiamo il senso di una proposta che ha il sapore ideologico della tolleranza benevola nei confronti di chi adotta un linguaggio o un comportamento antisemita, razzista e discriminatorio. Vogliamo sperare – continua Bernardini – che il proposito annunciato sia un’improvvisazione estiva  e che la maggioranza di governo non voglia assecondare un progetto di questa portata. Come minoranza che ha subito violenze e discriminazioni – conclude il moderatore – la Chiesa valdese (Unione delle chiese metodisti e valdesi) si associa alla preoccupazione espressa dall’Unione delle comunità ebraiche che ritiene il progetto un’offesa intollerabile alla memoria antifascista e antinazista del Paese”.

Magliette rosse


La chiesa metodista di Roma, via XX settembre, aderisce all’appello “Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità” promosso da Libera e primo firmatario don Luigi Ciotti.
Molti dei nostri membri di chiesa indosseranno oggi una maglietta rossa. Inoltre alcune magliette rosse saranno poste sulla facciata della nostra chiesa per testimoniare la condivisione e la richiesta per politiche di umanità e condivisione.
L’appello

Una #magliettarossa per #fermarelemorragia di umanità
indossiamo una maglietta rossa per un’accoglienza capace
di coniugare sicurezza e solidarietà

Rosso è il colore che ci invita a sostare. Ma c’è un altro rosso, oggi, che ancor più perentoriamente ci chiede di fermarci, di riflettere, e poi d’impegnarci e darci da fare. È quello dei vestiti e delle magliette dei bambini che muoiono in mare e che a volte il mare riversa sulle spiagge del Mediterraneo. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, tre anni, la cui foto nel settembre 2015 suscitò la commozione e l’indignazione di mezzo mondo. Di rosso erano vestiti i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Di rosso ne verranno vestiti altri dalle madri, nella speranza che, in caso di naufragio, quel colore richiami l’attenzione dei soccorritori.
Muoiono, questi bambini, mentre l’Europa gioca allo scaricabarile con il problema dell’immigrazione – cioè con la vita di migliaia di persone – e per non affrontarlo in modo politicamente degno arriva a colpevolizzare chi presta soccorsi o chi auspica un’accoglienza capace di coniugare sicurezza e solidarietà. Bisogna contrastare questa emorragia di umanità, questo cinismo dilagante alimentato dagli imprenditori della paura. L’Europa moderna non è questa. L’Europa moderna è libertà, uguaglianza, fraternità. Fermiamoci allora un giorno, sabato 7 luglio, e indossiamo tutti una maglietta, un indumento rosso, come quei bambini. Perché mettersi nei panni degli altri – cominciando da quelli dei bambini, che sono patrimonio dell’umanità – è il primo passo per costruire un mondo più giusto, dove riconoscersi diversi come persone e uguali come cittadini.

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Welcoming Europe

La Chiesa metodista di Roma aderisce alla campagna Welcoming Europe.

Puoi firmare online qui

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Un occasione di culto ricordando la conversione di John Wesley.

 

Domenica 3 giugno la chiesa metodista di Roma ha celebrato il culto, nella giornata della memoria di John Wesley, insieme alla chiesa valdese di via IV novembre.
Insieme perché? Prima di tutto perché le comunità di Roma si trovano ormai a collaborare insieme su alcuni progetti concreti, ultimo in ordine di tempo la cura pastorale di un gruppo di sorelle e fratelli cinesi, e diventa, quindi, essenziale e prioritario pregare insieme e stare insieme, perché come dice il salmista, questo è bello e soave. Perché insieme ci riconosciamo fratelli e sorelle, e ci sentiamo comunità di credenti, insieme in cammino.
L’occasione è nata dalla recente traduzione, fatta dal pastore Emanuele Fiume, di alcune liturgie di John Wesley, e quale migliore occasione di un culto nei giorni precedenti la memoria della conversione del fondatore del Metodismo, in quel 24 maggio 1738 ad Aldersgate, dove ascoltando l’introduzione di Lutero all’epistola ai Romani fece profonda e gioiosa esperienza della giustificazione in Cristo.
Profonda, ma impegnativa, la liturgia proposta, tenuta dal pastore Fiume insieme alla pastora Galapon. Una liturgia della seconda metà del 700, con usi, valori e segni che possono oggi sembrarci lontani e senza apparenti significati profondi per la nostra fede di donne e uomini del XXI secolo.
Sicuramente non è stato semplice entrare nello spirito di un culto così differente e difficile, e lasciar parlare dentro di noi, e far diventare preghiera, le parole pronunciate nello svolgere della liturgia. È stato un po’ tornare alle origini: un segno sicuramente, un legame forte con chi con quelle stesse parole ha fondato e testimoniato lo spirito del metodismo. Un richiamo continuo e insistente a quei mezzi di grazia (means of grace) quali preghiera, meditazione e Santa Cena con i quali Dio entra e trasforma profondamente le nostre vite.
Vorrei sottolineare due aspetti che hanno sortito una curiosità spirituale profonda, e una riflessione che continua fin oltre la benedizione finale. La prima: la doppia recita del Padre Nostro, all’inizio e alla fine della liturgia, a segnare come il comune Padre ci convoca e ci riunisce, ci rende sorelle e fratelli, figli di un unico Padre comune. Ma nello stesso tempo, alla fine, un Padre che ci invita e ci invia a testimoniare nelle vie della nostra città la ricchezza e la gioia di una salvezza per tutti e donata a tutti.
Il secondo aspetto, la lettura dei dieci comandamenti a cui l’assemblea risponde con un responsorio cantato, come confessione di peccato e impegno a migliorarci nella nostra quotidianità di vita. Un legame forte che percorre l’intera storia della salvezza dal patto di Dio con Israele, al nuovo patto in Cristo.
Il sermone, tenuto dalla pastora Galapon, sul brano di Luca del ricco stolto, ci ha ricordato la stoltezza dell’uomo, l’insensatezza di un uomo che affida la vita solo ai suoi beni e da questi solo trae gioia e crede, stoltamente, di trovare la salvezza. E invece….. Beni materiali così importanti in un periodo di crisi, che si tratti di risparmi o di relazioni affettive, non sono la salvezza. Il punto fondamentale è: possediamo questi per noi o per condividerli? La ricchezza non condivisa, è il nocciolo. Un bene come una relazione non condivisa non aperta all’altro, non è evangelico, non porta alla salvezza.
La liturgia di Wesley e il testo di Luca ci hanno, in un unico itinerario, posto la domanda su quali sono le vere priorità dell’uomo e della donna, ieri come oggi e come viverle in una prospettiva evangelica nella condivisione profonda. L’occasione di confronto e dialogo non si è esaurita nel culto, ma è continuata in un momento di agape fraterna tra i membri delle due comunità nello scambio reciproco e nella condivisione del pranzo

La conferenza del III distretto su razzismo

Atto 11. La Conferenza del III Distretto delle chiese metodiste e valdesi, riunite a Casa Cares (Reggello) il 15-17 giugno 2018

– Dichiara la propria sofferenza e preoccupazione per il clima di chiusura, razzismo e discriminazione che cresce nel nostro paese e per la costruzione della paura nei confronti dell’”altro/a” (siano essi migranti, stranieri, detenuti, appartenenti alla comunità LGBT, Rom, Sinti e Camminanti e chiunque venga stigmatizzato sulla base del colore della pelle, dell’orientamento sessuale, del ceto sociale, della salute psicofisica);
– Esprime la propria solidarietà verso tutti e tutte coloro che ne sono vittime, in particolare nei confronti dei migranti e delle vittime di tratta, che vengano criminalizzati e rifiutati dal Governo Italiano;
– Denuncia la chiusura dei porti e i respingimenti in mare come contrari al diritto umanitarioe allo spirito di accoglienza che proviene dall’Evangelo;
– Sostiene il lavoro di quanti e quante operano in favore di un’accoglienza solidale, dignitosa e inclusiva anche all’interno delle nostre chiese e della nostra diaconia;
– Invita le chiese del Distretto ad aprire i propri spazi e le proprie strutture, in collaborazione con la Diaconia Valdese, costruendo progetti di accoglienza secondo la vocazione ad essere comunità profetiche;
– Invita le chiese a vigilare sulla difesa dei diritti umani, in particolare delle fasce più fragili della società

Deut. 16:19-20: Non farai violenza al diritto […] La giustizia e solo la giustizia seguirai […].

Campo estivo per bambini e bambine organizzato dal nostro Circuito

Come già gli anni scorsi, abbiamo pensato ad un campo che faccia stare insieme fraternamente i bambini, godendo della gioia della condivisione e affrontando temi che riguardano la loro quotidianità.

Il campo inizia mercoledì 13 giugno alle ore 16.00 ad Ecumene (Velletri); ci salutiamo con una merenda (ogni bambino porti per sé una piccola cosa da mangiare e da bere).

Il campo finisce domenica 17 giugno dopo il pranzo, verso le 14.30.
Coloro che vogliono pranzare ad Ecumene devono prenotare telefonando a Maria Boccitto al 338.1766996 o scrivendo all’indirizzomaribo.mb@libero.it.
Il costo del pranzo è di €10 a testa.
La mattina di domenica 17 giugno alle 11 ci sarà il culto che conclude e riassume il lavoro fatto dai campisti a cui siete tutti invitati. Si pregano i genitori di mandare ai propri figli
– lenzuola e federa per letto singolo e asciugamani
– cambio per 4 giorni che non sia nuovo, i bambini giocano e si sporcano facilmente.

Il costo è di €100 (25€ al giorno) e comprende tutti i pasti incluso il pranzo di domenica 17

C’è una riduzione per secondi fratelli/sorelle da richiedere sempre a Maria Boccitto. Il circuito è disponibile a dare aiuti economici a bambini delle comunità del circuito.
I genitori interessati possono chiedere al presidente del consiglio, inviando una mail alla cassiera del circuito
Maria Boccitto 

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Opportunità ecumenica

Da Riforma

Opportunità ecumenica: Quaresima e settimana di rinuncia

di Fabio Perroni e Luciano Lattanzi

Opportunità, conoscenza, fraternità, preghiera, scoperta, gioia.

Queste alcune parole chiave che hanno ritmato l’incontro ecumenico svolto, lo scorso 20 marzo, nella chiesa metodista di Roma insieme ai fratelli e alle sorelle della parrocchia cattolica di santa Maria degli angeli e dei martiri di piazza della Repubblica.

Un incontro che segue quello di novembre ospitato presso la parrocchia e alla preghiera comune durante la Settimana per l’unità dei cristiani.

A novembre, dopo una introduzione storica sulla chiesa metodista, si era riflettuto insieme sul Battesimo e sul rinnovamento del patto. Tema di questo secondo incontro, che ha visto una presenza di circa cinquanta di persone, era la Quaresima e la Settimana di Rinuncia. Don Franco Cutrone, parroco di santa Maria, e la pastora Mirella Manocchio, presidente Opcemi, hanno rispettivamente parlato di questo fondamentale periodo dell’anno liturgico sottolineando i valori e il senso profondo incarnandolo nella Scrittura e nella prassi quotidiana delle rispettive tradizioni cristiane. Al termine la pastora Joylin Galapon, oltre all’accoglienza iniziale come “padrona di casa”, ha illustrato come il periodo quaresimale e la settimana di Rinuncia sono vissute nelle Filippine, paese da cui provengono molti fratelli e sorelle della nostra chiesa.

Una riflessione comune a tutti e tre gli interventi, è stata il rischio di assuefazione e svuotamento di valori all’interno di questi momenti forti della nostra fede.
Vivere per routine senza un significato forte che porti una conversione e un’attenzione diversa, nuova, verso Dio e verso il prossimo. Don Franco ha posto l’attenzione delle due comunità sul senso quaresimale come momento di revisione di vita e di riflessione sulle motivazioni della fede stessa. Una conversione come risposta forte al patto di alleanza proposto di Dio. Un lasciarsi prendere per mano da Dio attraverso la sua Parola. La pastora Manocchio ha illustrato le basi teologiche ed etiche riconducibili al fondatore del metodismo, John Wesley , per spiegare le motivazioni profonde che portarono all’istituzione della settimana di rinuncia, dopo un’ampia riflessione sulla resa pratica della fede attraverso le opere di pietà (works of piety) e le opere di carità (works of mercy). Opere di carità che sono espressione stessa della fede come scriveva in uno dei suoi innumerevoli sermoni che “la fede senza le opere dell’amore è la grande peste della cristianità”.

Significativa, al termine della serata prima del momento conviviale, la testimonianza della pastora Galapon che ha descritto come, anche nelle difficoltà economiche vissute nelle Filippine, il valore profondo della Settimana di rinuncia vissuto come un concreto gesto di aiuto a chi vive situazioni al limite è parte fondante della vita di fede: una settimana dedicata alla preghiera, ai culti propri della settimana santa e al digiuno. Ricordando il senso teologico e spirituale della “rinuncia”.

In un momento dove le differenze creano muri, le nostre comunità con l’incontro, lo scambio, la conoscenza e la preghiera comune tentano di creare un percorso di amicizia e fraternità, che distrugge i muri dell’indifferenza e della paura dell’altro e nell’altro.

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Ecumene Campo politico

Campo Politico

“Caos Globale”

La democrazie e l’Europa dopo la prima crisi della globalizzazione.

29 – 31 Dicembre 2017

Programma completo

L’ultimo decennio è stato segnato da più di una crisi: quella economica, che ha messo in questione le antiche sicurezze di vita legate al lavoro retribuito, allo Stato sociale e alla pensione; quella politica col crollo definitivo della forma partito della Prima Repubblica, e l’avanzamento, non solo in Italia, della forma “movimento”, in casa nostra col fenomeno Cinque Stelle. Allargando lo sguardo, il sogno politico dell’Unione Europea, dopo l’allargamento a est, agonizza sotto i colpi di separatismi e neo-nazionalismi e particolarismi: Brexit, la Catalogna e i referdum nostrani. Seppure fenomeni tra loro diversi, sono tutti sintomi dello sbandamento politico d’oggi giorno, che fa vivere in particolare i giovani in un limbo permanente fatto di precarietà assoluta, esistenziale e sociale, e assenza di luoghi collettivi di elaborazione sociale e politica. Un vero e proprio caos, dal respiro globale, ovvero interdipendente dallo scacchiere mondiale che è oggi consultabile online da ogni device di ultima generazione.

Come fare a mettere ordine in questo caos? Che cosa accade a questa Europa circondata dalla Russia di Putin, l’asse atlantico a guida trumpiana, dal Mediterraneo che è oramai un focolaio di guerre, disordini, Stati falliti e morte? La nostra penisola deve tornare a giocare un ruolo politico di sintesi e di costruzione di un’area di pace e cooperazione, mediando tra la Germania e la Francia che ancora faticano a trovare una comune intesa per la guida del continente.

Tutto questo verrà affrontato e discusso insieme. Perché non possiamo capire niente del nostro presente, a partire dall’assenza di lavoro e futuro per i giovani, agli sbarchi a Lampedusa, senza comprendere che cosa sia questa “prima crisi della globalizzazione”.

Interverrà il prof. Biagio de Giovanni e svolgeremo il lavoro attraverso dibattiti e gruppi di studio.

Vi aspettiamo a Ecumene!

Rimborso spese per il solo Campo politico: € 65,00

Rimborso spese per l’intero soggiorno dal 29 dicembre al 01 gennaio (comprensivo di cenone): € 145,00.


Si ricorda che per partecipare ai campi è necessario prenotare, contattando la direzione via email o per telefono. È inoltre gradita ed incoraggiata la comunicazione in anticipo degli orari di arrivo e partenza, specialmente per arriva e parte dalla stazione di Velletri. Grazie della collaborazione.

CONTATTI

Centro Ecumene

Direttore: Elvira Migliaccio 
Via del Cigliolo 141, 00049 Velletri (Roma)
tel. 06 9633310
fax 06 9633947
cell. 333 4104171

Email: 
ecumene.velletri@gmail.com

Questo è l’indirizzo email della direzione, dove inviare le richieste di prenotazione e altre eventuali comunicazioni alla direzione del Centro Ecumene.

Sito Web: 
http://www.centroecumene.it/

Qui si possono trovare tutte le informazioni aggiornate sulle attività in programma ad Ecumene, oltre a vario materiale dei campi passati.