Dell’aldilà e dall’aldilà. Che cosa accade quando si muore?

“Dell’aldilà e dall’aldilà. Che cosa accade quando si muore?”di  Paolo Ricca,
Claudiana, Torino, 2018, pp. 184,
Euro 15,00

 

Il tema del dopo-morte, insieme fascinoso e terribile, da sempre spinge gli uomini ad interrogarsi, cercando risposte che in nessun caso possono essere dimostrate. In questo bel trattato Paolo Ricca ricostruisce il percorso storico-teologico dell’idea dell’aldilà, sottolineando punti di forza e di debolezza delle varie teorie, allo scopo di individuare quale “potrebbe” essere per un cristiano la risposta più coerente con la propria fede. Tre sono le possibili ipotesi su quello che accade nell’aldilà: la fine definitiva di tutto; una pausa in attesa del ritorno alla vita; una continuazione in modo diverso. Ognuna di queste risposte viene approfondita, mettendone in luce le sfumature: innanzitutto, la posizione dell’Antico e del Nuovo Testamento e il significato di termini come limbo, geenna e paradiso; quindi la teoria platonica dell’immortalità dell’anima, estranea al mondo biblico, ma lentamente “cristianizzata” fino a diventare dogma. Si discutono le posizioni, nei confronti di questo tema, di Agostino e Tommaso d’Aquino, di Lutero e Calvino, di teologi moderni come Karl Barth, e si affrontano complessi interrogativi sulla natura dell’anima, sul suo rapporto col corpo, sul luogo dove va, se espia nel purgatorio, se dorme o se viaggia, sul concetto di eternità, sul giudizio individuale e sull’intercessione reciproca tra i vivi e i morti, sulla paura della morte e i mezzi per esorcizzarla. Anche sulla dottrina della reincarnazione si individuano, e si confutano, le fonti bibliche a sostegno, mentre se ne riconosce la presenza nei testi gnostici, e vengono illustrate alcune posizioni, come quella ambigua di Origene, che in realtà sosteneva la preesistenza dell’anima, o la credenza dei catari, presso i quali tale dottrina, funzionale a completare la penitenza dell’anima, faceva parte di un insegnamento esoterico, fino alle concezioni teosofiche ed antroposofiche, che legano invece la necessità della reincarnazione al compimento della conoscenza. Si affronta il problema del numero delle reincarnazioni e della tipologia di corpo, umano o animale, in cui ci si può reincarnare, per concludere che, nonostante alcuni aspetti positivi, si tratta di una dottrina incompatibile con quella cristiana. La teoria della risurrezione dei corpi è analizzata attraverso la testimonianza biblica, mettendo in rilievo le sue caratteristiche: la continuità della persona e la trasformazione del corpo: “la risurrezione non è il prolungamento della vita terrena, ma l’inizio di un’altra vita”. Le risposte del Nuovo Testamento al problema dell’aldilà sono tutte concordi sul fatto che la morte non può separare il credente da Cristo; perciò il problema riguarda solo la tempistica, se la comunione con Cristo avverrà immediatamente dopo la morte o se ci sarà uno stato intermedio, caratterizzato da un’attesa vigile o da un sonno temporaneo. Si discute anche dei criteri del giudizio universale, se per fede o per opere, e della sorte dei non credenti. Completano il testo una sezione figurativa commentata, che documenta l’approccio al tema nell’ambito artistico, e un’appendice con tre testi significativi sull’argomento, tratti da Lutero, Calvino e Bonhoeffer. In conclusione, testo ricco e interessante, che forse non ci aiuta a superare la paura della morte, ma certamente contribuisce a farci meglio comprendere un argomento fondamentale per la nostra fede, oggi troppo spesso trascurato.

Antonella Varcasia